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Atlantide F.de Gregori

Civilta' ipogea

Un’ignota e misteriosa civiltà ipogea caratterizzata da tecnologia avanzata?
(Prima Parte)

Autore: Alessandro Marcon
Fonte: http://www.edicolaweb.net/am_0401a.htm

In tutto il pianeta si ritrovano leggende che riguardano misteriosi mondi sotterranei e vaste reti di gallerie che collegano paesi anche distanti tra di loro. Ma forse in ogni leggenda c’è un fondo di realtà.
È con questa idea che ho iniziato una serie di ricerche, effettuate nel territorio italiano e in massima parte in quello dell’antica Etruria, che mi hanno portato ad avanzare la seria ipotesi che parecchi siti ipogei, attualmente attribuiti alle civiltà del Centro Italia, fossero solamente riutilizzati dagli stessi ma, in effetti, fossero stati realizzati da una civiltà molto antica che aveva abitato quella come molte altre zone d’Italia e del mondo.
Dapprima la semplice ipotesi di lavoro e in seguito una sempre maggiore certezza sulla base di vari riscontri, mi hanno così fatto propendere verso la seria possibilità che parecchi siti ipogei, ora riferiti a diverse culture italiche (Etruschi, Falisci e Romani), fossero solamente riutilizzati dagli stessi a fini cultuali, sepolcrali o come cave ma, in effetti, fossero stati realizzati da una civiltà tecnologica primeva che aveva abitato quella come molte altre zone della nostra penisola e dell’intero pianeta nel periodo indicato tradizionalmente come l’"Età dell’Oro".
L’idea che ha stimolato tale tipo di ricerca è giunta quale verifica e approfondimento di quanto a suo tempo ipotizzato e propugnato dall’Ing. Marcello Creti fondatore dell’omonima Fondazione presso Sutri (VT). Col presente lavoro si è cercato di proseguire ed approfondire la sua idea iniziale cercando di completarla con altri dati dandogli in tal modo una valenza oggettiva e scientifica.
Analizzando attentamente e senza preconcetti i siti che verranno esaminati nel corso del presente lavoro, si noterà come un determinato genere di tipologia di scavo e di uso siano difficilmente attribuibili ai popoli storici che hanno abitato quelle aree.
Un’ipotesi, anche se può sembrare azzardata, deve essere portata avanti se si adatta ad una spiegazione oggettiva degli insiemi esaminati e finché non si scontri con l’oggettività dei fatti, anche se non si colloca in quanto ufficialmente acquisito.
La teoria di una civiltà tecnologica che abbia preceduta la nostra e che abbia gettato le basi della nostra ha le sue radici nella tradizione di Atlantide, ma anche su miti e molteplici fonti che narrano di diverse antiche civiltà che hanno popolato il globo, in massima parte misconosciute dalla scienza ufficiale.
Questa Civiltà Ipogea avrebbe preceduto la nostra di diversi millenni e le ricerche effettuate danno adito a pensare non solo che un tale tipo di civilizzazione sia realmente esistita sulla Terra, ma anche che essa abbia dato vita, in funzione della memoria della sua tecnologia superiore, al mito degli Dei dell’antichità.
Diverse e peculiari sono le caratteristiche che possono distinguere questo tipo di civiltà dalle popolazioni storiche; ed esse fanno soprattutto riferimento alla tipologia costruttiva dei siti ipogei.
Tali siti si sviluppano anche per parecchi chilometri nel sottosuolo di molte parti del pianeta, andando a formare vaste e spesso intricate reti di gallerie e cunicoli, intervallati da ampie stanze e saloni sotterranei. Molti riconosceranno in questa descrizione quella rete di gallerie che oggi è nota con il nome di catacombe ma la cui origine, effettivamente, risale a molti millenni prima e che sono state solo "riusate" dai popoli storici e quindi a loro erroneamente attribuite. Fra queste anche la rete di gallerie nei monti dell’Afghanistan, attualmente resa famosa dalla cronaca, in cui si sarebbero rifugiati i Talebani sostenitori di Osama Bin Laden incalzati dagli americani e i loro alleati, anche queste erroneamente attribuite ad un’epoca relativamente moderna ma in effetti molto più antiche e solo in seguito riutilizzate e riadattate ai loro scopi.

parti seguenti:

LE PROVE ARCHEOLOGICHE
LE PROVE TECNOLOGICHE
LE TRACCE

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